top
home chi siamo predicazioni missione giovani eventi contatti   email print mappa sito
banner
arrow I nostri Sermoni
arrow Atomi di verità
arrow Famiglia
arrow Il nostro archivio
arrow Predicatori ospiti
arrow Come ricevere Gesù
arrow Studi Biblici
arrow Testimonianze
arrow Copyright
Guida rapida agli aggiornamenti
sos
     
 

DIO CI HA APERTO UNA PORTA

Or avvenne che un giorno Eliseo andò a Shunem, dove abitava una donna facoltosa, e questa lo costrinse a prendere un po’ di cibo. Così, tutte le volte che passava di là, si recava a mangiare da lei. Ella disse a suo marito: «Ecco, io sono certa che colui che passa sempre da noi è un santo uomo di Dio. Ti prego, facciamo una piccola stanza in muratura al piano di sopra e mettiamoci per lui un letto, un tavolo, una sedia e un candeliere, così quando verrà da noi, vi si potrà ritirare»” (II Re 4:8-10).

Come figli di Dio, abbiamo un’eredità gloriosa, lo dice Davide nel Salmo 16, verso 6: “Una bella eredità mi è pur toccata”. Non appena abbiamo accettato Gesù, siamo stati purificati da ogni peccato; le cose vecchie sono passate e siamo divenuti nuove creature. Iddio ha allontanato i peccati da noi quanto è lontano il levante dal ponente. Abbiamo ereditato ogni benedizione nei luoghi celesti in Cristo Gesù; siamo divenuti il tempio dello Spirito Santo, vasi di resurrezione, il santuario dell’Eterno; siamo stati chiamati a partecipare alla sorte dei santi nella luce e ora siamo entrati nell’opera di Dio, in quella traccia che hanno seguito i santi; la nostra vita deve essere donata interamente al Signore.

I santi ci hanno comunicato un’eredità spirituale; infatti, Paolo, scrivendo a Timoteo, suo figlio diletto, dice: “Ma tu hai seguito da vicino il mio ammaestramento, la mia condotta, i miei consigli, la mia fede, la mia pazienza, il mio amore, la mia perseveranza, le mie persecuzioni, le mie sofferenze…” (II Timoteo 3:10-11); in altre parole: “Tu hai visto, Timoteo, come ho risposto alla chiamata di Dio, senza riserve”.

La sacralità dell’Evangelo
Un fratello racconta che suo zio, missionario, si trovava nel Tibet con la moglie ed il figlio di 5 anni e mezzo. La moglie prese il vaiolo; anche il bambino cominciò a star male e disse: “Papà, il Signore viene a prendermi”. Morì e fu seppellito lì, sulla collina. Alcuni giorni dopo, mentre cantavano un inno, morì anche la moglie. Il missionario, piangendo, la seppellì vicino a suo figlio e disse: “Signore, io non cedo, non lascio né la chiamata né l’opera di Dio! Fino a quando ci sarà un’anima da salvare nel Tibet, io rimarrò al posto che tu mi hai dato e affidato!”.

L’Evangelo, infatti, è la cosa più sacra, più santa, più seria e più preziosa che sia stata affidata agli uomini, e noi dobbiamo essere seri quando si tratta delle cose di Dio. L’Evangelo è un modello di vita, una visione continua, una forza continua, un combattimento continuo. È una luce continua.

La sensibilità spirituale
Eliseo ricevette un’eredità spirituale da Elia, volle continuare ad onorare quello che aveva ricevuto dal Signore per mezzo del profeta ed essere fedele alla chiamata di Dio. Quanti di noi siamo fedeli alla chiamata del Signore? Eliseo passava per Shunem e lì vi era una donna onorata, facoltosa, stimata, una donna di valore, che aveva una caratteristica: era sensibile spiritualmente. Ella riconobbe in Eliseo un uomo di Dio, ebbe la percezione del profondo lavoro dello Spirito Santo nella vita del profeta. Questa è la sensibilità spirituale: vedere veramente dove è l’opera di Dio.

Certo, non è facile vedere, avere discernimento spirituale, perché molte volte si è portati a guardare all’apparenza delle persone, al modo in cui si presentano, come parlano, come predicano. Ma la seduzione e l’inganno possono durare solo per un tempo, finché si è bambini, perché, man mano che si cresce spiritualmente, si acquisisce percezione, conoscenza, intuito e sensibilità per riconoscere il profondo lavoro della grazia di Dio in ogni cuore.

Operare nel tempo di Dio
La Shunamita comprese che Eliseo era un uomo di Dio e che aveva una vita spirituale profonda. Quella donna era sensibile; vide l’uomo di Dio, lo riconobbe come tale, lo ospitò e fu benedetta perché Eliseo, uomo di Dio, le disse: “In questa stagione, l’anno prossimo, tu abbraccerai un figlio” (II Re 4:16). La Shunamita non aveva figli e suo marito era vecchio, ma leggiamo nella Bibbia che: “la donna concepì e partorì un figlio, l’anno seguente in quella stessa stagione, come Eliseo le aveva detto” (II Re 4:17). La conseguenza di quella benedizione fu, quindi, un’altra benedizione, perché, nella misura in cui noi diamo, riceviamo. Ricordatevi le parole di Gesù: “Poiché io vi dico che a chi ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha” (Luca 19:26).

Quella donna tenne una porta aperta non solo perché aveva sensibilità spirituale, ma anche e soprattutto perché agì. A che serve essere sensibili se non si agisce di conseguenza? È come se si dicesse: “Quando vedo una persona che soffre, mi si spezza il cuore”, ma, poi non si fa nulla di concreto. Questa è sensibilità? No. Quand’è sensibilità? Quando non solo si spezza il cuore, ma, soprattutto, quando si risponde a quel bisogno aprendo la porta. Quella donna era sensibile, aveva intuito, discernimento e riconobbe l’opera dello Spirito nella vita di Eliseo: aprì la porta e lo ricevette in casa sua. Da ciò scaturì una benedizione. Noi dobbiamo essere sensibili ed avere una vera conoscenza spirituale per operare nel tempo e nel momento di Dio, perché lo Spirito Santo dice che ancora una porta è aperta.

La porta della benedizione e del giudizio
Nell’Evangelo di Luca, al capitolo16, dal verso 16 al 31, Gesù racconta la parabola di un mendicante chiamato Lazzaro, tutto coperto di piaghe ulcerose, che giaceva alla porta di un ricco. La porta indica benedizione, ma anche giudizio, condanna. Per quale motivo Iddio mise il povero alla porta del ricco? È facile intuirlo: per dare la possibilità al ricco di rispondere al bisogno di Lazzaro. Ma il ricco, che non aveva sensibilità spirituale, non comprese che quella opportunità era stata preparata da Dio. Era una porta di benedizione, una porta di riscatto per il ricco, ma egli non se ne rese conto, non fu sensibile e non percepì né il bisogno né l’opera di Dio nella vita di Lazzaro. La stoltezza del ricco non fece altro che aprire a Lui una porta di giudizio e di condanna.
La Shunamita ebbe percezione e riconobbe che Dio stava per aprirle una porta di benedizione attraverso Eliseo. Il ricco ebbe l’opportunità di poter ricevere grazia alla porta e di essere di benedizione per gli altri, ma non fu sensibile al comando ed all’opera che Dio aveva preparato.

La chiamata di Dio
Dio ti ha chiamato e ti ha preparato un’opera. Dio ti ha fatto entrare e ti ha lasciato la porta della grazia aperta. Io non so se, fino a questo momento, tu sia stato sensibile alla chiamata di Dio. Noi abbiamo bisogno di avere intendimento in ogni cosa. Dobbiamo avere sensibilità spirituale, in modo da riconoscere la chiamata, l’opera, il tempo ed il momento di Dio.
Ricorda che la cosa più difficile è l’attesa e il momento più pericoloso è quello in cui dobbiamo prendere delle decisioni.

Col passare del tempo, si è tentati ad occuparsi maggiormente di se stessi, della propria casa. Si è tentati a guardare indietro e a dire: “No, sono stanco, non ce la faccio più a lottare; è tempo che pensi a me stesso, alle mie cose…”. Possiamo noi santi non servire Dio? Mai. La storia della nostra salvezza è stata scritta dal sangue di Gesù, ma anche dal sangue dei martiri ed ancora oggi Gesù ha martiri, ancora oggi l’Evangelo è onorato dai santi, ancora oggi noi onoriamo la fede, onoriamo Cristo.

Oggi più che mai sento il desiderio di consacrare la mia vita a Gesù, di servirLo meglio, di donarmi di più. Voglio avere quell’intuito spirituale per comprendere che è stata aperta una porta di benedizione, poiché Iddio non è ingiusto da dimenticare l’opera dei Suoi santi! Ricordiamoci che Iddio non guarderà il successo, ma guarderà se noi siamo stati fedeli!



 
 
DATA TITOLO PREDICATORE SCARICA
30-Sett-2006 Essere come Gesù Armando Mauro apri la paginaascolta
16-Apr-2006 La potenza dello
Spirito Santo
Salvatore Mauro apri la paginaascolta
15-Apr-2006 Questo è il giorno profetizzato da Gioele Armando Mauro apri la paginaascolta
2006 Il modello Salvatore Mauro apri la paginaascolta
2006 Dio ci ha aperto una porta Salvatore Mauro apri la paginaascolta
25-Mar-2005 L'intendimento profetico Salvatore Mauro apri la paginaascolta
2005 Bisogna continuamente pregare Salvatore Mauro apri la paginaascolta
 
 
   
  Chi siamo | Predicazioni | Missioni | Corale | Giovani | Eventi | Contatti
   
  Copyrigth © 2007 - 2009 Chiesa di Palmi,
Via Carbone, Traversa 2 - 89015 PALMI (RC) Italy