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NON RISPARMIARTI PER COLUI CHE NON SI È RISPARMIATO
Vi sono alcune donne che, quando vanno al mercato, non fanno altro che litigare con i commercianti nel tentativo di far abbassare il prezzo della merce che vogliono acquistare.
“Signora”,- urla il venditore ambulante- “ve lo dico per l’ennesima volta: non posso darvi questo articolo a meno di dieci euro!”.
“E dai!”- replica la donna, “Fate il bravo, sono una vostra cliente. Mi costringete a non venire più”.
E la discussione si fa sempre più accesa.
Ma vi è un altro tipo di mercato, dove non si trattano capi di abbigliamento, oggetti di uso domestico o altro, ma uomini e donne, che, a causa del loro peccato, sono divenuti proprietà di un malvagio commerciante: il diavolo. Gesù, il Figlio di Dio, si è presentato a quel mercato infernale per ricomprare la nostra libertà e riportarci a Dio. Gesù non è sceso a compromessi, non ha chiesto qualche sconto, ma ha pagato completamente il prezzo per la nostra salvezza, offrendo la Sua stessa vita sulla croce.
Nell’Evangelo di Giovanni, al capitolo 19, dal verso 33 al 34, leggiamo che i soldati: “venuti a Gesù, come lo videro già morto, non gli fiaccarono le gambe, ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua”. Per essere sicuri della Sua morte, un soldato fece penetrare la Sua lancia nel quinto spazio intercostale, andando verso il pericardio e il cuore. Immediatamente vennero fuori sangue ed acqua. Questa è la prova schiacciante che Gesù ha versato tutto il Suo sangue.
Gesù, Colui che non ha risparmiato la Sua propria vita, ma l’ha data per tutti noi, dichiara: “ Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi seguiti. Perché chi vorrà salvare [risparmiare] la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per me, esso la salverà” (Luca 9:23-24). Come discepoli di Gesù, siamo chiamati, anche noi, a non risparmiare la nostra vita, ma a donarla interamente al nostro Signore.
Richard Wurmbrand racconta che tra gli operai della Chiesa clandestina vi era una giovane. La polizia comunista decise di arrestarla dopo aver scoperto che ella distribuiva segretamente evangeli e parlava di Cristo ai bambini. Venuta a conoscenza del fatto che si sarebbe sposata da lì a qualche settimana, la polizia stabilì di rimandare il suo arresto al giorno del suo matrimonio, con l’intento di renderlo il più straziante e doloroso possibile.
Quale gioia indescrivibile riempiva il cuore di quella giovane sorella nel giorno più atteso e più bello della sua vita, quello del suo matrimonio. Da quel momento, avrebbe iniziato una nuova vita e, soprattutto, avrebbe continuato a servire Dio insieme col suo amato. Ad un tratto, l’allegrezza si trasformò in un profondo dolore. La porta fu forzata ed entrò la polizia segreta. La sposa non oppose alcuna resistenza: stese le sue braccia per essere ammanettata. Bruscamente furono messe le manette ai suoi polsi.
Subito dopo, quella giovane sorella si volse verso il suo sposo e, baciando le catene, disse: “Ringrazio il mio celeste Sposo per questo gioiello che Egli mi ha regalato nel giorno del mio matrimonio. Lo ringrazio di avermi fatta degna di soffrire per Lui”. Fu trascinata via fra i pianti dei credenti e del suo sposo, i quali ben sapevano ciò che era solito accadere alle giovani credenti nelle mani delle guardie comuniste.
Dopo cinque anni fu rilasciata. Era una donna distrutta, che mostrava almeno trenta anni di più della sua vera età. Il suo sposo non si era stancato di aspettarla. Ella dichiarò che le sue prove erano state il minimo che avesse potuto sopportare per il suo Redentore.
Quante volte il nemico delle anime nostre sussurra alle nostre orecchie di non prendere troppo sul serio la vita cristiana, di evitare tutto ciò che potrebbe compromettere la nostra sicurezza, la nostra salute e le nostre comodità! Ma, se anche la persecuzione, la sofferenza, l’ignominia ci dovessero “trascinare via”, nessuno mai potrà spegnere quel fuoco che brucia nei nostri cuori di passione per Cristo.
All’alba del 2007, mentre all’orizzonte si profilano degli scenari inquietanti per il mondo, proseguiamo “il corso verso la mèta per ottenere il premio della superna vocazione di Dio in Cristo Gesù” (Filippesi 3:14). Corriamo con perseveranza e non risparmiamoci nell’amare Dio, nella nostra vita di preghiera, nel nostro servizio, nell’adempimento del grande mandato. Non risparmiamoci, affinché la vita di Cristo e la potenza dello Spirito di Dio si manifestino in noi. Non risparmiamoci: Gesù sta per ritornare, è molto più vicino di quanto pensiamo. Sì, vieni, Signore Gesù.
ATOMI DI VERITÀ
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