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  L’INTENDIMENTO PROFETICO

Lo Spirito Santo ci ha dato una particolare definizione per “ultimi tempi”: “non c’è tempo”. E se non c’è tempo, allora, dobbiamo essere pronti.
Il grido finale: “E lo Spirito e la sposa dicono: vieni! E chi ode dica: vieni!… Sì, vengo presto. Amen. Sì, vieni, Signore Gesù” (Apocalisse 22:17,20). 
La visione finale, “Il Leone della tribù di Giuda, la Radice di Davide, ha vinto” (Apocalisse 5:5).

Ultimi tempi. Tutti i tempi si congiungono in questo tempo. Non c’è epoca intermedia. Crollano tutti i criteri di valutazione. Questa è l’era finale. Tutto giunge a maturazione. Ciò che nel nostro cuore stava nascosto viene alla luce, sia il nostro rapporto con Gesù che quello con il peccato.

Israele e l’intendimento spirituale
Lo storico biblico Edmund Jacob ha dichiarato: “La Bibbia parla con tale intensità dell’intervento di Dio nella storia e di come Egli compia il Suo piano con Israele, che dobbiamo assolutamente porre attenzione ai segni che lo indicano”. Dal 1948, Israele è tornato ad essere il “grilletto” degli eventi globali. Ogni volta che succede qual cosa in Israele, spiritualmente o a livello governativo, sconvolge il mondo e la Chiesa. Il progressivo trasferimento del governo alla casa di Davide darà vita a cataclismi in tutto il mondo. I giorni di Noè e Sodoma, quelli di Elia, si stanno realizzando. Giudizio e grazia continuano a scorrere dal Signore, preparando la strada alla Sua gloria.

“… e niuno degli empi intenderà queste cose: ma gli intendenti le intenderanno” (Daniele 12: 10b).
L’intendimento è la facoltà di essere attento alle cose, agli eventi, di pensare, di comprendere.
La preghiera di San Paolo per Timoteo era: “Io prego il Signore che ti dia intendimento in ogni cosa”.

Intendere e centrare l’obiettivo di Dio
Nell’epistola agli Ebrei, al capitolo 3, dal verso 7 al verso 11, leggiamo: “Perciò, come dice lo Spirito Santo: Oggi, se udite la Sua voce, non indurite i vostri cuori come nella provocazione, nel giorno della tentazione nel deserto, dove i vostri padri mi tentarono mettendomi alla prova, pur avendo visto per quarant’anni le Mie opere. Perciò mi sdegnai con quella generazione e dissi: Errano sempre col cuore e non hanno conosciuto le Mie vie; così giurai nella Mia ira: Non entreranno nel Mio riposo”.  

Israele, nel deserto, indurì il suo cuore, non ebbe intendimento, non comprese che le prove, il passaggio del Giordano, l’assoggettamento dei nemici e, infine, l’entrata in Canaan, lo avrebbero fatto entrare nel riposo di Dio. “Non entreranno nel Mio riposo”: la chiamata, le promesse e le benedizioni che Dio aveva progettato per quel popolo non si sarebbero adempiute. Non si sarebbe adempiuto lo scopo finale per cui Dio li aveva fatto uscire dall’Egitto. Quella generazione morì nel deserto, mancando l’obiettivo di Dio.

Quant’è importante centrare l’obiettivo ed essere nella perfetta volontà di Dio! Il tempo della nostra vita scorre inesorabilmente. Cosa sono 70, 80, 100 anni davanti all’eternità? Nella parabola delle dieci vergini, Gesù presenta cinque vergini savie e cinque stolte. Le savie, insieme con le lampade, presero anche l’olio nei loro vasi; invece, le stolte nel prendere le loro lampade, non presero con se l’olio. Il risultato finale fu che le stolte trovarono la porta chiusa e non entrarono.

L’apostolo Paolo, nella sua lettera agli Efesini, al capitolo 5, dal verso 15 al 16, mette la sapienza e la stoltezza in relazione al tempo: “Guardate dunque con diligenza come vi conducete; non da stolti, ma da savi, approfittando delle occasioni, perché i giorni sono malvagi”. Dovremmo riscattare ogni minuto della nostra giornata in vista dell’eternità. Gesù si trovava al posto giusto nel momento giusto. Paolo, al verso 17, continua ed incalza: “Perciò non siate disavveduti, ma intendete bene quale sia la volontà del Signore”. Centrare la perfetta volontà di Dio è l’unico obiettivo che dovremmo prefiggerci.

L’intendimento viene da una profonda relazione con Dio
Per raggiungere questo obiettivo il servo di Dio, deve poggiare la sua vita, il suo ministero su quella tremenda dichiarazione dell’Eterno: “Ma chi si gloria si glori di questo, ch’egli ha intendimento, e conosce Me” (Geremia 9:24). Per adempiere la volontà di Dio, dobbiamo avere intendimento, e l’intendimento viene da una profonda relazione con Dio.

Gli uomini di Dio che hanno avuto un’influenza sul mondo sono stati uomini di preghiera. Non poteva esprimersi meglio, Moody, quando disse: “Il cristiano che s’inginocchia di più sta meglio in piedi”. Accrescere la nostra esperienza con Dio è la nostra più grande necessità. Cerchiamo un’intima comunione con Dio. Egli vuole parlarci di cose grandi e impenetrabili che noi non conosciamo (vedi Geremia 33:3).

L’intendimento viene da una completa obbedienza al Signore Gesù
Nel capitolo 49 del libro della Genesi, Giacobbe, sul letto di morte, chiama i suoi figli e pronuncia una profezia per ciascuno di loro. La profezia rivolta ad Issacar è una tra le più particolari, “Issacar è un asino ossuto, che giace fra due sbarre. Egli ha visto che il riposo è buono e che il paese è gradevole; ha curvato la spalla per portare il peso ed è divenuto un servo dal lavoro forzato”. Da questa tribù vennero gli uomini “che avevano intendimento dei tempi e sapevano quindi ciò che Israele doveva fare” (I Cronache 12: 32).

I santi del Signore sono come quell’ “asino ossuto che giace fra due sbarre”, la cui volontà è spezzata e sottomessa al Signore Gesù. “Ha curvato la spalla per portare il peso”; i santi portano volenterosamente e fedelmente il carico del loro servizio a Dio. “È divenuto un servo del lavoro forzato”; i santi hanno ridotto a schiavitù la propria carne per avere il cuore alle cose eterne. Ed è proprio quell’attitudine di completa obbedienza al Signore Gesù che dà ai santi, come quelli di Issacar, intendimento spirituale.

Intendere la continuità spirituale
Siamo gli eredi spirituali dei santi. Quello che Dio fa in una generazione cresce e si rafforza nella generazione successiva. C’è continuità spirituale! In questi ultimi tempi, la gloria dell’Eterno si leverà su quest’ultima generazione dei santi (vedi Isaia 60:2). Siamo all’apice della gloria della Chiesa.

 
 
DATA TITOLO PREDICATORE SCARICA
30-Sett-2006 Essere come Gesù Armando Mauro apri la paginaascolta
16-Apr-2006 La potenza dello
Spirito Santo
Salvatore Mauro apri la paginaascolta
15-Apr-2006 Questo è il giorno profetizzato da Gioele Armando Mauro apri la paginaascolta
2006 Il modello Salvatore Mauro apri la paginaascolta
2006 Dio ci ha aperto una porta Salvatore Mauro apri la paginaascolta
25-Mar-2005 L'intendimento profetico Salvatore Mauro apri la paginaascolta
2005 Bisogna continuamente pregare Salvatore Mauro apri la paginaascolta
 
 
   
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