IL MAGGIORE WILLIAM MARTIN
Nel cimitero della cittadina spagnola di Huelva, sulla costa atlantica, 200 Km a nord di Gibilterra, è sepolto un suddito britannico. Morì di polmonite tra le umide nebbie dell’Inghilterra nell’autunno del 1942. In vita non aveva fatto niente di speciale per il suo Paese. Dopo la morte rese ad esso un servigio che salvò probabilmente migliaia di soldati alleati.
Nel 1942 gli Alleati avevano invaso l’Africa del nord. La tappa successiva sarebbe stata la Sicilia. Sapendo che i Tedeschi già lo avevano previsto, gli Alleati furono determinati ad aggirarli.
Una notte un sottomarino alleato salì in superficie, poco lontano dalla costa spagnola, e diede al mare il cadavere del suddito britannico in una zattera di gomma con un remo. Il morto da quel momento divenne il “Maggiore William Martin dei Royal Marines”. In una delle sue tasche vi erano dei documenti segreti riguardanti il prossimo sbarco alleato in Grecia e in Sardegna.
Il corpo del Maggiore Martin giunse a riva e il servizio d’informazioni segrete dell’Asse presto lo ritrovò, pensando che fosse deceduto in mare. I documenti passarono tra le mani dell’Asse fino ad arrivare al quartiere generale di Hitler. In questo modo, mentre le forze alleate avanzavano alla volta della Sicilia, migliaia e migliaia di truppe tedesche ingannate si dirigevano verso la Grecia e la Sardegna, dove non c’era nessuna guerra in corso.
Il diavolo opera con maggiore astuzia, più di quanto ne ebbero gli Alleati nei loro piani, perché cerca di portare i credenti a combattere in aree dove non c’è alcuna battaglia.
Gesù ci mette in guardia: “E come avvenne ai giorni di Noé, così pure avverrà ai giorni del Figliuolo dell’uomo. Si mangiava, si beveva, si prendeva moglie, s’andava marito, fino al giorno in cui Noé entrò nell’arca, e venne il diluvio che li fece tutti perire…Badate a voi stessi, che talora i vostri cuori non siano aggravati da crapula, da ubriachezza e dalle ansiose sollecitudini di questa vita, e che quel giorno non venga addosso all’improvviso come un laccio”
(Luca 17:26-27; 21:34).
In questi “ultimi giorni” il rischio è risolvere il cristianesimo in una lotta dedicata a situazioni ordinarie, in un affannarsi per “faccende carnali”. Lo spirito di Laodicea deve essere respinto. L’obiettivo di ogni vero discepolo deve essere puntato esclusivamente sul Cristo che ritorna.
Ritorniamo ai “sentieri antichi di una fervida vita di devozione spirituale”. Maran-atha.
ATOMI DI VERITÀ
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