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ATTENZIONE AI “CORVI”

Circa trecento anni prima della nascita di Gesù ebbero inizio le famose “guerre puniche”, combattute fra Romani e i Cartaginesi. Durante la prima guerra punica i romani, che avevano già conquistato tutta l’Italia dal Po fino allo stretto di Messina, decisero di impadronirsi della Sicilia, abitata allora dai Greci e dai Cartaginesi. Quindi andare in Sicilia significava dichiarare guerra a Cartagine. Per i Romani conquistare l’isola fu un’impresa abbastanza semplice, ma, per la sconfitta definitiva, i Cartaginesi andavano vinti sul mare.

Le navi da guerra di quel tempo erano munite di una punta metallica, chiamata “ rostro”; con essa si cercava di speronare il fianco della nave avversaria, in modo da affondarla.
Un console romano, Caio Duilio, ebbe un’idea geniale. Oltre al rostro, fece applicare alle sue navi un ponte mobile di legno, munito di uncini di ferro detti “corvi”. Le navi romane si avvicinavano a quelle cartiginesi e, invece di speronarle con il rostro, operazione nella quale i nemici erano certamente più abili, le agganciavano con i ponti uncinati. Con questo stratagemma, i soldati romani salivano sulla nave nemica e la conquistavano, combattendo come se fossero sulla terraferma. Così i Romani riuscirono a battere i Cartaginesi.

Nell’Evangelo di Giovanni, al capitolo 7, versi 37 e 38, Gesù ha dichiarato: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d’acqua viva”. L’apostolo Giovanni, al verso 39, spiega: “ Or Egli disse questo dello Spirito, che avrebbero ricevuto coloro che avrebbero creduto in Lui; lo Spirito Santo infatti non era ancora stato dato, perché Gesù non era stato ancora glorificato”. Che meravigliosa affermazione! “Chiunque” crede nella persona del Cristo e nell’opera che Egli ha compiuto sulla croce ha il privilegio di ricevere la promessa del Padre, il dono dello Spirito Santo.

Ogni credente, quotidianamente, può e deve sperimentare la pienezza dello Spirito, l’immersione completa nei “fiumi d’acqua viva”, “acque nelle quali bisogna nuotare” (vedi Ezechiele 47:5). Il nemico è sconcertato di fronte ad un credente che vive tale esperienza, perché incapace di combattere  sulle “acque dello Spirito”.

Il diavolo cerca in noi “terraferma”, cioè, un qualsiasi punto oscuro presente nella nostra vita, la tolleranza del peccato, una disubbidienza volontaria alla Parola di Dio, un minimo di “carnalità” per poter afferrarci con i “corvi” e sferrare i suoi attacchi infernali. Ecco perché l’apostolo Paolo ci mette in guardia: “Non fate posto al diavolo” (Efesini 4:27).

Se ciò è già accaduto, sottomettiamoci a Dio, confessiamoGli ogni nostra “debolezza”, abbandoniamola, riceviamo per fede la purificazione per mezzo del sangue di Gesù e permettiamo allo Spirito Santo di possederci completamente.
Vivi come Dio desidera che tu viva, la vita di Gesù per mezzo dello Spirito Santo.
È possibile? Assolutissimamente sì! Quando? Inequivocabilmente ora!

 

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