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LE ORIGINI DEL GRUPPO DI LODE E DI ADORAZIONE

Il 5 giugno del 1998, nella comunità evangelica pentecostale di Palmi, durante un incontro giovanile, accadde qualcosa di straordinario. Dopo lo studio biblico, durante la preghiera, lo Spirito Santo scende in un modo particolare. Da quel momento, dilaga tra i giovani una gran “fame” di conoscere Gesù in un modo più profondo. Tutto ciò che accade intorno diventa insignificante, il “mondo” viene chiuso fuori della porta dei cuori. Si vuole amare, seguire, servire solo e soltanto Gesù.              

Un continuo crescendo
Nei giorni seguenti, si organizzano delle riunioni speciali di preghiera. È un continuo crescendo. Cade ogni genere di barriera spirituale tra i giovani; s’inizia a confessare pubblicamente i propri peccati, quali: l’ipocrisia, l’orgoglio, la mormorazione, l’impurità; non c’è iniquità segreta che non venga portata alla luce e abbandonata. È un susseguirsi di ravvedimenti, di chiedersi perdono, di “sottomettersi gli uni agli altri nel timore di Cristo” (vedi Efesini 5:21).

Il pari consentimento
Si realizza quanto sia importante, se si vuole vedere la gloria di Dio, il perseverare di pari consentimento nella preghiera, l’avere la stessa visione (vedi Atti 1:14). Una straordinaria unità si crea tra i giovani, un’unità nata nel cuore di Dio, promossa da Gesù  e creata dallo Spirito Santo (vedi Giovanni 17:21; Efesini 4:3).

Una radicale trasformazione
Ed è in questa unità spirituale che lo Spirito di Dio conduce il gruppo giovanile in esperienze sempre più profonde, tra le quali il realizzare la santità della presenza di Dio. Dio è santo, la chiamata che ha rivolto ai Suoi è santa, il Suo popolo è santo.
È impossibile incontrarsi con Dio, avere relazione e intimità con Lui e continuare a vivere nel compromesso con il mondo.
Chi s’incontra con Dio non potrà più essere lo stesso. Ed è quello che accade in quei giovani: una radicale trasformazione.

Passione per i perduti
Il gruppo giovanile, ormai segnato dal fuoco di Dio, si arrende completamente alla Sua volontà, si consacra a tutto ciò che Egli vorrà fare. Ed è in questa totale arrendevolezza che lo Spirito Santo inizia a comunicare l’amore di Dio per le anime, il peso per i perduti, la visione dell’inferno, una forte intercessione e il desiderio di evangelizzare.

  • È meraviglioso come Dio operi. Egli ha iniziato un’opera nei “padri” e nelle “madri” e, ora, i “figli spirituali” entrano e raccolgono quell’eredità (vedi Giovanni 4:38).

Il desiderio di adorare
Contemporaneamente a tutto questo, nasce e si sviluppa l’intenso desiderio di lodare e adorare Dio insieme, come gruppo. Incoraggiati dal pastore Salvatore Mauro, un mese dopo, il 5 luglio, il gruppo giovanile, per la prima volta, durante il culto domenicale, conduce la lode e l’adorazione con una straordinaria unzione. Da quel momento, il gruppo, conosciuto ora come “corale di Palmi”, condurrà la lode non solo in chiesa, ma anche in altri incontri intercomunitari, raduni ed eventi simili.

La priorità
La particolarità di questo gruppo di adorazione è che non è nato come una selezione tecnica dei migliori cantanti e musicisti presenti in chiesa, ma come un gruppo “infiammato” da Dio, che brama adorarLo in spirito e verità e vedere la Sua gloria. Un gruppo che ha come priorità una vita d’intima comunione con Dio.

Offrire il meglio?!?
Al giorno d’oggi vi è un’espressione che viene spesso usata per giustificare la corsa frenetica per acquisire una padronanza ipertecnica canora e musicale e una certa professionalità nell’ambito della lode e dell’adorazione: “Se il mondo offre al diavolo il meglio, quanto più noi credenti dovremmo farlo con Cristo”. Come gruppo, siamo pienamente convinti che Dio doni i Suoi talenti e noi dobbiamo impegnarci ad usarli e a perfezionarli; ma, altresì, siamo più che convinti che il semplice uso del talento non promuova il regno di Dio. Se fosse così, allora, potremmo chiamare i migliori musicisti professionisti del mondo e affidare loro l’esecuzione dei canti cristiani e la conduzione della lode e dell’adorazione. Questo non ha senso.

L’unzione dello Spirito di Dio
Ciò che innalza Gesù, che guarisce quelli che hanno il cuore rotto, che proclama la liberazione ai prigionieri, che rimette in libertà gli oppressi è lo Spirito del Signore (vedi Isaia 61:1-3; Luca 4:18-19). È l’unzione dello Spirito di Dio che spezza il giogo e dà libertà nello spirito (vedi Isaia 10:27;            II Corinzi 3:17). Se vogliamo avere impatto nel regno spirituale, attraverso la nostra lode e la nostra adorazione, abbiamo bisogno di operare attraverso un “talento unto”. Allora, sì ad una preparazione tecnica; ma la nostra vita di preghiera, attraverso la quale veniamo trasformati nell’immagine di Gesù, a gloria di Dio Padre e unti dal Suo Spirito, deve superare di gran lunga la prima condizione, se vogliamo portare “frutto eterno”.

La visione non cambia
Da quel ’98 sono passati degli anni, ci sono stati dei cambiamenti all’interno del gruppo, ma quella visione non è cambiata. Anzi, con il passar del tempo, vogliamo essere sempre più radicati in quello che è nel cuore di Dio, la nostra vita sull’altare, offerta come sacrificio di soave odore a Lui.

A Colui che siede sul trono e all’Agnello siano la benedizione, l’onore, la gloria e la forza nei secoli dei secoli” (Apocalisse 5:13). Amen.

 
 
   
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