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LA GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA
Bova Marina (RC) – Domenica 2 settembre 2007 è stata celebrata in tutta Europa l'ottava edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica. Tra le grandi città, come Roma, Milano, Firenze, Venezia, anche la cittadina di Bova Marina, in provincia di Reggio Calabria, è entrata da due anni a far parte di questo importante avvenimento.
La manifestazione è stata promossa dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero della Pubblica Istruzione.
Durante la giornata, sono state organizzate due visite alla sinagoga ebraica di Bova Marina, che risale al IV secolo dopo Cristo. Inoltre, si è data l'opportunità ai numerosi visitatori di osservare da vicino le testimonianze epigrafiche, rappresentate dal mosaico ebraico della sinagoga, e gli importanti documenti che testimoniano una forte presenza di ebrei in Calabria prima di essere scacciati a causa dell'Editto di Ferdinando d'Aragona.
L'evento si è concluso con un concerto tenuto dalla Corale di Palmi. Il programma presentato è stato abbastanza vario e vasto. Momenti di grande commozione si sono avuti quando ci si è messi in contatto, via cellulare, con la signora Fausta Finzi, sopravvissuta al campo di concentramento nazista di Ravensbrücks. Sono stati suonati per lei lo shofar (corno ebraico) e due canti di forte impatto: “Hatikvah” (l' inno nazionale israeliano ) e “ Yerushalayim shel zahav ” (scritto da Naomi Shemer nel 1967 , alcuni giorni prima dell'inizio della Guerra dei Sei Giorni , quando Israele conquistò Gerusalemme est e il Muro del Pianto divenne nuovamente accessibile agli ebrei). La corale di Palmi, poi, ha continuato ad eseguire altri meravigliosi motivi, tratti dal repertorio ebraico.
Un altro momento particolarmente intenso è stato quando la corale ha presentato agli astanti una breve rappresentazione di quello che è il piano di Dio per Israele.
Nel libro della Genesi leggiamo di come Dio scelse un uomo, Abramo, per farne una grande nazione: Israele. Dio stabilisce un patto eterno con Abramo e con la sua discendenza, impegnandosi sia ad essere per sempre il Dio d'Abramo e d'Israele sia a donare loro per sempre la Terra Promessa (vedi Genesi 12:1-3; 17:4-8).
Nel libro dell'Esodo Dio dichiara che Israele è il Suo figlio primogenito (vedi Esodo 4:22).
Nel corso della storia questo figlio non sempre è stato ubbidiente, anzi sono numerose le volte in cui Israele ha voltato le spalle al suo Dio, seguendo con caparbietà e ostinatezza la propria ribellione. Eppure, come un padre non penserebbe mai di cancellare il figlio dal suo cuore e dallo stato di famiglia a causa della sua cattiva condotta così Dio non ha chiuso con Israele, perchè “il cuore del Padre si commuove tutto dentro di sé e le sue compassioni si accendono” (vedi Osea 11:8).
Certamente, come un padre deve disciplinare il figlio per il suo bene così molte volte Dio è stato costretto ad intervenire duramente per riportare il Suo popolo a Sé. Nel 722 a .C. le dieci tribù d'Israele furono deportate in Assiria (vedi 2 Re 17:23) e nel 586 a .C Gerusalemme fu distrutta per opera dell'esercito babilonese, il tempio fu dato alle fiamme e le due tribù di Giuda furono menate in cattività (vedi 2 Re 25:8-12) . Dopo 70 anni alcuni Ebrei ritornarono dalla deportazione in Babilonia, esattamente 49.897 persone (vedi Esdra 6:64-65), ed ancora, nel 70 d.C., di nuovo la terribile caduta di Gerusalemme, la distruzione del tempio da parte delle legioni romane, capeggiate da Tito Vespasiano, e la dispersione degli ebrei in tutto il mondo.
Eppure, nonostante tutto, Dio non ha mai abbandonato né rifiutato il Suo popolo. Dopo quasi 2.000 anni di diaspora e il terribile olocausto di oltre sei milioni di ebrei, perpetrato da parte del regime nazista, accade miracolosamente ciò che Dio aveva dichiarato per mezzo dei Suoi profeti: di nuovo la Terra Promessa ; il 14 maggio 1948 rinasce lo Stato d'Israele (vedi Isaia 66:8). E Dio sta continuando a riportare il Suo popolo a casa (vedi Isaia 43:5-8), perchè molto presto i piedi di Gesù, il Messia, “ si fermeranno sopra il monte degli Ulivi ” ( Zaccaria 14:4) e, in quel giorno tanto atteso, gli Ebrei grideranno con gioia: “ Benedetto Colui che viene nel nome del Signore! ” (Matteo 23:39).
L'apostolo Paolo conclude con forza: “ E così tutto Israele sarà salvato come sta scritto: «Il liberatore verrà da Sion, e rimuoverà l'empietà da Giacobbe» ” (Romani 11:26).
Durante questa emozionante rappresentazione, le lacrime hanno iniziato a solcare il viso di qualcuno, mentre altri seguivano con attenzione, in un silenzio solenne. Sembrava che l'intera piazza si fosse fermata. Subito dopo la corale ha continuato ad eseguire altri canti, intervallandoli con brevi messaggi ispirati. Il Signore ha operato in modo straordinario e molti sono stati profondamente toccati nel cuore. Quale grande opportunità è stata data alla corale di poter far risplendere l'Evangelo, non solo attraverso i canti e tutto ciò che si è detto e fatto nel corso della serata, ma anche attraverso il contatto personale a fine manifestazione! Inoltre, è stato un modo per riscattare la Calabria dalla grave colpa di aver scacciato gli ebrei dalla propria terra. Tutto è risultato a gloria di Dio.
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