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LA STORIA DELLA CHIESA DI PALMI
“Il popolo che giaceva nelle tenebre ha visto una grande luce, e su coloro che giacevano nella regione e nell’ombra della morte, si è levata la luce” (Matteo 4:16).
Palmi, cittadina della Calabria sud-occidentale, in provincia di Reggio Calabria, è situata a 228 m di altitudine, su un terrazzo affacciato sul mar Tirreno. Questo paese, di origine medievale, ricco di bellezze naturali e abitato da una popolazione molto cordiale, fu devastato dai saraceni (musulmani di origine araba e berbera provenienti dall’Africa settentrionale) e più volte distrutto da terremoti.
Nel corso della sua storia, Palmi ha attraversato molte volte l’ombra della morte. Ma il fatto più drammatico sono le tenebre spirituali che per molto tempo hanno avvolto questo territorio, già provato dai problemi di vario genere che affliggono tutta l’Italia meridionale.
Nel 1952 Palmi offrì asilo ad una parte degli abitanti del vicino paese di Africo, tragicamente colpito da un’alluvione. Tra questi vi erano alcuni evangelici che, nonostante le loro condizioni disagiate, predicarono amorevolmente il messaggio della grazia. La luce dell’Evangelo si stava levando su Palmi. Un gruppo di cinque donne accolsero con gioia la predicazione della salvezza e accettarono Gesù Cristo come personale Salvatore e Signore.
Al rientro dei fratelli evangelici di Africo al loro paese, quella nuova comunità, composta da solo cinque sorelle, rimase senza guida per un tempo. Ma Dio, nel Suo immenso amore e nella Sua infinita sapienza, aveva preparato una sua serva, la sorella Grazia Morabito, che non solo si sarebbe presa cura del gruppetto di fedeli sorto a Palmi, ma avrebbe anche annunziato con la potenza dello Spirito Santo l’Evangelo ad altri paesi limitrofi, suscitando potenti risvegli.
La sorella Grazia Morabito, che aveva accettato Gesù qualche anno prima, era una donna veramente consacrata al Signore, che aveva ricevuto uno straordinario ministero apostolico, profetico e pastorale.
È incredibile come Dio si sia servito di una donna in una terra così dura e difficile! Il ministero della sorella continuò fino al 1980, anno in cui fu chiamata alla casa del Padre. Durante quegli anni, un suo giovane collaboratore, Salvatore Mauro, proveniente da Catanzaro e stabilitosi a Gioia Tauro per motivi di lavoro, ricevette quella santa eredità e, alla morte del pastore, entrò nel ministero a tempo pieno.
Da quel giorno, il pastore Mauro, insieme con un piccolo gruppo di giovani, continuò a lottare in preghiera, con intercessioni, lacrime, veglie e digiuni, predicando la Parola di Dio in ogni luogo, ottenendo un abbondante raccolto nella messe del Signore, afferrando con fede le promesse di Dio e continuando a mantenere in alto la fiaccola dell’Evangelo.
Ancora oggi l’opera di Dio non si è fermata, ma continua in modo soprannaturale ad andare avanti e a crescere. Continueremo a combattere per portare avanti lo stesso fuoco della Pentecoste che è stato acceso nell’alto solaio di Gerusalemme, la stessa potenza, lo stesso mandato, lo stesso Evangelo, lo stesso Gesù di Nazareth, lo stesso amore, la stessa fede, la stessa via del Calvario, motivati dallo stesso Spirito Santo a gloria di “Dio unico e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti” (Efesini 4:6). |
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